Per vivere la vita che non scorre due volte

Per vivere la vita che non scorre due volte

Per vivere la vita che non scorre due volte. Sempre. Dovunque. Con tutte le proprie energie.
Il saggio di Nanrei Yokota e Hidesaburo Kagiyama, curato da Rosario Manisera, per imparare ad essere felici grazie alla saggezza giapponese

La Compagnia della Stampa Massetti Rodella Editori ha da poco pubblicato il libro di Nanrei Yokota e Hidesaburo Kagiyama ‘Per vivere la vita che non scorre due volte – sempre, dovunque, con tutte le proprie energie’, un saggio curato da Rosario Manisera in cui un monaco buddista parla con un imprenditore di successo del senso della vita (cosa vuol dire la nascita di una persona, lo scopo e la missione personale per ciascuno, l’esistenza del dolore, della morte e del male, il significato della nostra esistenza nel mondo, le relazioni tra gli uomini spesso contrassegnati da competizione e sopraffazione).

Il libro riporta il pensiero orientale e le esperienze personali di Nanrei Yokota, un religioso buddista responsabile del grande e storico tempio zen Engakuji di Kamakura. E di Hidesaburō Kagiyama, imprenditore di Tokyo giunto al successo facendo “in modo straordinario le cose più ordinarie” come la pulizia, fondamento del suo stile di management che viene molto apprezzato e l’associazione Fuji prova a far conoscere anche in Italia.

Una lezione per ciascuno di noi

Per il curatore Rosario Manisera: “il libro diventa una lezione per ciascuno di noi, per le aziende e la società nel suo insieme. L’associazione Fuji da 20 anni è un ponte tra Italia e Giappone, anche attraverso i libri (non solo la cultura tradizionale ma anche il management).

Nanrei Yokota è il responsabile del famoso monastero-tempio zen Engakuji che si trova non lontano da Kyoto, mentre Hidesaburo Kagiyama è un imprenditore anziano che ha dato origine al movimento Sojido (via della pulizia), sia nell’ambito delle aziende che nella società, soprattutto le scuole.

E’ importante avere degli elementi di conoscenza sul buddismo, una delle grandi religioni universali nata dalla pratica ascetica di Siddharta Gotama nel V secolo a.C. in India e si fonda sulle quattro nobili verità: dolore, origine del dolore, cessazione del dolore e via che porta alla cessazione del dolore.

La sofferenza si può eliminare attraverso l’ottuplice sentiero (retta visione, retta intenzione, retta parola, retta azione, retto modo di vivere, retto sforzo, retta presenza mentale, retta concentrazione). Il buddismo si basa molto sull’agire morale degli esseri viventi e l’etica diventa importante (costruita su 10 precetti, 5 dei quali appartengono a tutti i fedeli buddisti: l’astenersi dal nuocere agli altri, dal rubare, dall’erronea condotta sessuale, dall’uso dell’eloquio volgare e offensivo, dall’alcool e le sostanze che alterano la lucidità mentale).

L’importanza dello Zen

Lo zen significa contemplazione e meditazione ed è una pratica che si distingue per l’antidogmatismo. Secondo un’espressione tipica lo zen serve a risolvere il grande affare della vita e della morte.

Esistono in Giappone due scuole principali: la scuola Rinzai a cui appartiene Yokota (si basa sull’illuminazione improvvisa a cui si può arrivare attraverso la meditazione seduta) e la scuola Soto (l’illuminazione non è improvvisa ma arriva con una meditazione profonda). In entrambe le scuole il maestro ha un ruolo fondamentale per giudicare se l’allievo è arrivato all’illuminazione.

Bisogna sottolineare l’importanza dello Zen per la cultura giapponese, seguito in passato dai samurai (pittura, poesia, teatro, arte della spada, architettura, i giardini, l’amore per la natura, la semplicità, la salvezza all’interno della vita quotidiana).

La felicità va cercata

Kagiyama ha svolto tutta la sua carriera nel mondo del business e ha fondato un’azienda di grande successo. Nel libro i due autori dialogano in occasione di 5 incontri; i messaggi derivano dalla vita concreta dei due personaggi e dalle persone che hanno conosciuto nella loro vita. Nei grandi interrogativi della vita bisogna dare una risposta personale e serve un impegno personale che porta con sé la responsabilità, anche se ci sono persone che possono aiutarci per trovare queste risposte. Prima bisogna migliorare se stessi e la felicità va cercata e realizzata soprattutto nei rapporti con gli altri (i genitori, famiglia, amici, colleghi di lavoro).

Bisogna guardare a lungo termine

Se per Yokota bisogna scoprire quale sia la propria missione nella vita e serve avere delle virtù per essere una persona matura, per Kagiyama non bisogna cercare risultati immediati nella vita ma guardare a lungo termine. Anche se non abbiamo risposte per tutto ciò che accade nella vita, bisogna avere della benevolenza e amare la vita.

Due termini ricorrono spesso: zazen (meditazione seduta con la creazione del silenzio e vuoto intorno a sé che serve a scoprire la vera umanità dentro di noi e i suoi effetti – come anche per la preghiera – sono maggiore consapevolezza, illuminazione, cuore misericordioso, tranquillità dell’anima) e pulizia (accresce la nostra sensibilità, va fatta con perfezione e aiuta a creare un clima diverso nell’ambiente dove viviamo).

Dare qualcosa e se stessi agli altri

Esiste la felicità del ricevere, la felicità frutto di un impegno personale, ma la felicità più grande è quella di dare qualcosa e se stessi agli altri. Bisogna conservare la calma e saper perdonare. Kagiyama dà anche dei consigli su come diventare leader nella società: bisogna essere umili, essere utile agli altri ed empatici per suscitare fiducia, si deve ‘mostrare la schiena’ perché il leader precede gli altri e deve anche saper elogiare i meriti altrui (con la pulizia si fa cambiare la mentalità alle persone). L’incentivo economico non porta la soddisfazione.

La vita è come una corsa a staffetta: si prende il bastone da chi ci ha preceduto, si percorre un tratto di strada e dopo si passa il bastone agli altri ed è il momento della morte, morte che non ci deve spaventare ma va vista con serenità. Dalle esperienze di vita del giovane Yokota e dell’anziano Kagiyama apprendiamo delle lezioni di vita e il messaggio più importante è che
bisogna essere utili alla felicità degli altri perché solo così otteniamo la nostra felicità”.

Rosario Scollo

Per vivere la vita che non scorre due volteScheda Libro

Curatore: Rosario Manisera
Editore: La Compagnia della Stampa
Anno edizione: 2020
Pagine: 216 p., Rilegato
EAN: 9788884868183
Prezzo: €12.00

Descrizione

Chi sono io? Perché sono nato? Che scopo ha la mia vita? Qual è la mia missione? Come dovrei vivere per realizzarmi? Perché esiste il dolore? E il male? Perché devo morire? Cosa c’è dopo la morte? E ancora: Può essere che la nostra esistenza non abbia senso, che l’universo esista per caso, che gli uomini siano condannati a rapporti contrassegnati soltanto da competizione e sopraffazione e che tutti, dopo una breve esistenza, siano destinati a scomparire e a non lasciare traccia?

A questi interrogativi e timori sono dedicate le pagine di questo libro che riportano il pensiero orientale e le esperienze personali di Nanrei Yokota, un religioso buddista responsabile del grande e storico tempio zen dell’Engakuji, e di Hidesabur? Kagiyama, un imprenditore di Tokyo giunto al successo facendo “in modo straordinario le cose più ordinarie” come la pulizia, fondamento del suo stile di management.

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